Abstract
L’ordinanza della Corte Suprema di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026 affronta il rapporto tra protezione complementare, integrazione dello straniero e limiti all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione, contribuendo a ridefinire il...
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Abstract
L’ordinanza della Corte Suprema di Cassazione numero 13955 del 13 maggio 2026 affronta il rapporto tra protezione complementare, integrazione dello straniero e limiti all’esecuzione dei provvedimenti di espulsione, contribuendo a ridefinire il quadro sistematico del diritto dell’immigrazione italiano. La decisione censura l’impostazione del Giudice di Pace di Milano che aveva qualificato la posizione del ricorrente esclusivamente in termini di irregolarità amministrativa, negando rilevanza alla domanda di protezione complementare previamente manifestata mediante comunicazione PEC alla Questura competente.
La Suprema Corte afferma invece che anche la protezione complementare, pur distinta dalla protezione internazionale in senso stretto, trova fondamento nell’articolo 10 della Costituzione, nell’articolo 19 del d.lgs. 286/1998 e nella normativa europea in materia di rimpatri, richiedendo al giudice una valutazione concreta della situazione personale, familiare e sociale dello
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