Il litorale jonico calabrese è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il mezzogiorno d’Italia, attraversato dalla nota Statale 106 soprannominata “strada della morte” e dalla abbandonata rete ferroviaria ad unico binario che collega Reggio Calabria a...
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Il litorale jonico calabrese è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il mezzogiorno d’Italia, attraversato dalla nota Statale 106 soprannominata “strada della morte” e dalla abbandonata rete ferroviaria ad unico binario che collega Reggio Calabria a Taranto, è anche un pezzo di Calabria del crimine degli anni 2000 raccontata da Amato Salvatore Campolo nel suo romanzo d’esordio “Terra Nostra ” (Susil Edizioni, pag. 184, euro 15,90).
Tutto inizia la sera del 4 febbraio 2008, con un “pluriomicidio nella gelateria di Bovese”, il titolare Bruno Gullì e il cognato vengono ammazzati a colpi di mitragliatrice AK47 su ordine del boss Vincenzo Macrì. Ad insediarsi come maresciallo della caserma di Casalotto è la giovane Jessica Castaldo che vorrà cercare giustizia per suo padre assassinato in passato dalla ‘ndrangheta e continuare a combattere l’organizzazione criminale che da decenni insiste sulle città di Casalotto e Bovese. Sono gli anni dello sviluppo economico e sociale, di un cambiament
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