Questo saggio si propone di scardinare la visione ingenua del suolo
urbano come superficie geometrica bidimensionale, mero supporto inerte
destinato a ricevere l'edificato. Vuole dimostrare, al contrario, come la
complessa architettura sotterranea di...
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Questo saggio si propone di scardinare la visione ingenua del suolo
urbano come superficie geometrica bidimensionale, mero supporto inerte
destinato a ricevere l'edificato. Vuole dimostrare, al contrario, come la
complessa architettura sotterranea di questo sito costituisca una matrice
tridimensionale attiva, capace di guidare storicamente l'espansione della
città, di dettarne i tempi di sviluppo, di imporre severi limiti tecnologici
alle tipologie edilizie e di condizionare tuttora le scelte di pianificazione
urbanistica e ingegneristica. Non si tratterà soltanto di ricostruire una
storia geologica: si tratterà di misurare quanto quella storia continui,
silenziosamente, a governare le decisioni amministrative del presente —
comprese quelle più recenti, e più discutibili, sulla sorte edilizia della foce
sud
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