Catullo, Carm., 76 Metro: distici elegiaci Il carme 76 si apre con un’allocuzione a se stesso, secondo un modulo che ormai ben conosciamo, ma si conclude con un’accorata preghiera agli dei. Secondo il modulo classico della richiesta alla divinità, Catullo...
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Catullo, Carm., 76 Metro: distici elegiaci Il carme 76 si apre con un’allocuzione a se stesso, secondo un modulo che ormai ben conosciamo, ma si conclude con un’accorata preghiera agli dei. Secondo il modulo classico della richiesta alla divinità, Catullo menziona i propri meriti nei confronti del dio, in modo da vincolare il destinatario all’esaudimento della preghiera. Il poeta accampa dunque la purezza della propria vita (v.19: si vitam puriter egi) e la propria pietas (v.26), che consiste nell’aver mantenuto fides al foedus d’amore con Lesbia, nonostante i ripetuti tradimenti di lei. Siqua recordanti benefacta priora voluptas est homini, cum se cogitat esse pium, nec sanctam violasse fidem, nec foedere in ullo divum ad fallendos numine abusum homines, multa parata manent in longa aetate, Catulle, 5 ex hoc ingrato gaudia amore tibi. Nam quaecumque homines bene cuiquam aut dicere possunt aut facere, haec a te dictaque factaque sunt. Omnia quae ingratae perierunt credita menti. Quare
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