IL PNRR da «manna dal cielo» per l’ossigeno pulito a fonte di finanziamento per il riarmo. 48 pag.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato presentato come una manna caduta dal cielo irripetibile. Il governo Draghi, unito dal vincolo della...
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IL PNRR da «manna dal cielo» per l’ossigeno pulito a fonte di finanziamento per il riarmo. 48 pag.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato presentato come una manna caduta dal cielo irripetibile. Il governo Draghi, unito dal vincolo della “solidarietà nazionale”, ne è stato il primo esecutore. E, con il ricorso ad una governance assoluta, ha cercato di piegare gli ostacoli interni, conseguendo i primi due acconti. Il governo successore (composto da FdI, FI, Lega) a trazione postfascista, dopo un tentativo di marcia indietro, ha ripreso il percorso. E, liberatosi dal controllo contabile della Corte dei Conti, si è messo in attesa per l’incasso della terza rata di 19 miliardi. E fin qui la vicenda del piano si limita ai rapporti specifici tra Roma e Bruxelles gestibili con aggiustamenti amministrativi. Ma ora il piano è messo in forse nei suoi obiettivi centrali, e destinato a crollare, fermi restando al riguardo i nostri rilievi iniziali specie in tema di decarbonizzazioni
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