Cotone e schiavitù Dal 1700 la coltivazione del cotone fu sfruttata dagli Stati europei nelle loro colonie in India ed Egitto e soprattutto in America, dove fu impiantato come monocoltura, unico prodotto seminato in quel territorio. La popolazione amerinda,...
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Cotone e schiavitù Dal 1700 la coltivazione del cotone fu sfruttata dagli Stati europei nelle loro colonie in India ed Egitto e soprattutto in America, dove fu impiantato come monocoltura, unico prodotto seminato in quel territorio. La popolazione amerinda, poco resistente alla fatica e d’indole guerriera, non era adatta per la raccolta del cotone, pertanto i colonizzatori importarono come schiavi gli Africani, dando il via al terribile fenomeno che nella storia occidentale è noto come schiavismo. Nel 1760 si cominciò a meccanizzare la filatura e la tessitura, il costo dei tessuti di cotone diminuì e aumentò il loro consumo (da 8000 tonnellate nel 1770 a 23000 nel 1830). Ciò portò a estendere le piantagioni, ad aumentare il commercio di schiavi, a ridurre il terreno disponibile per altri prodotti agricoli, che le colonie dovettero importare dall’Europa. Sul piano sociale quel periodo vide due diverse schiavitù, una «imposta» e l’altra «indotta». In America, la popolazione nera era sc
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