10 maggio 2026 Domenica Sesta di Pasqua anno VIII nº 24 PARACLETO GV 14,15-21 Il termine usato da Gesù in greco, la lingua con cui sono scritti i vangeli, è paracleto, che abbiamo tradotto, non senza qualche approssimazione, consolatore. In realtà il...
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10 maggio 2026 Domenica Sesta di Pasqua anno VIII nº 24 PARACLETO GV 14,15-21 Il termine usato da Gesù in greco, la lingua con cui sono scritti i vangeli, è paracleto, che abbiamo tradotto, non senza qualche approssimazione, consolatore. In realtà il paracleto, letteralmente colui che è chiamato accanto è una figura preziosa e concreta nel mondo antico in cui non esistevano gli avvocati. Una persona chiamata in giudizio doveva difendersi da solo ma, in assenza di prove sufficienti a comprovare la propria innocenza, poteva sperare che fra il pubblico vi fosse un paracleto, cioè un cittadino di fama specchiata, rispettato da tutti, che, convinto della sua innocenza, poteva alzarsi dal pubblico e mettersi a fianco dell’accusato, e suggerirgli che cosa dire. Il suo intervento, spesso, finiva col convincere i giudici dell’innocenza dell’accusato o, perlomeno, del fatto che in lui prevalevano le virtù. Come a ricordarci che Dio suggerisce ma poi siamo noi a dover fare. Gesù ci invia un altro
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