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Angelo Cavallo
Il mio amico Matteo
di Angelo Cavallo
L’Apricena di Matteo Salvatore nel ventennio fascista è il sole alto della
controra, case bianche e sciami di mosche, tante.
Strade polverose, uomini seduti
sull’uscio delle case, che...
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Angelo Cavallo
Il mio amico Matteo
di Angelo Cavallo
L’Apricena di Matteo Salvatore nel ventennio fascista è il sole alto della
controra, case bianche e sciami di mosche, tante.
Strade polverose, uomini seduti
sull’uscio delle case, che aspettano, niente.
I buoni: la povera gente.
I cattivi: ricchi
a bordo del king (carozza) che al loro passare alzano polvere e si divertono a gettare
soldi ai bambini per vedere come si azzuffano.
Ambientazione da Tex-Mex, inscenata negli spaghetti-western.
Apricena con le sue cave è la linea di demarcazione tra
montagna e tavoliere.
Tra i poveri, i Salvatore soprannominati i Zicozico, sono tremendi.
Il padre
facchino quando può, la mamma chiede l’elemosina nei vicini paesi.
Matteo insieme ai suoi fratelli e compagni di strada vive e gioca scalzo nella piazza.
Non ci sono
orari da rispettare per il pranzo e la cena, perché non c’è niente da mangiare.
Qualche verdura rubata nei campi e poi bollita, la carne ed i maccher
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