Quando ho avuto l’opportunità di conoscere
Giacomo Brunetti e Paride Tomassini, due tra
le più significative espressioni dell’ASD, mi
sono ritornati alla mente i miei tanti articoli
sportivi scritti quando ricoprivo l’incarico di
corrispondente de “Il...
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Quando ho avuto l’opportunità di conoscere
Giacomo Brunetti e Paride Tomassini, due tra
le più significative espressioni dell’ASD, mi
sono ritornati alla mente i miei tanti articoli
sportivi scritti quando ricoprivo l’incarico di
corrispondente de “Il Messaggero” e de “La
Voce”di Perugia, i quali s’incentravano principalmente sul valore formativo ed educativo che deve avere lo sport, espresso sotto
qualsiasi forma agonistica.
In quel caso ed
ancora oggi rimango convinto che qualsiasi attività agonistica presa in esame debba
avere soltanto un traguardo da perseguire,
vale a dire far crescere i nostri giovani sia dal
punto di vista fisico, quindi sportivo, quanto
etico – morale, perché imparino a vivere in
un contesto civile, dove debba prevalere ad
ogni costo il rispetto verso gli altri e verso
le regole imposte dal gioco stesso.
Non sia
mai da prefiggersi solo ed esclusivamente il
fine di vedere nostro figlio come un grande
campione e nulla più, perché, così facendo,
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